Violenza sulle donne

Il fenomeno della violenza sulle donne da alcuni anni, purtroppo, attira sempre più la nostra attenzione e ha assunto dimensioni allarmanti. Le strategie per arginarlo non possono essere rimesse a soluzioni individuali, ma richiedono una riflessione ed una elaborazione di politiche pubbliche di contrasto.


L’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale ha promosso una ricerca per approfondire questo fenomeno. L’obiettivo non era solo quello di ricercare dati quantitativi, peraltro importanti e già noti, ma soprattutto quello di approfondire vecchie e nuove forme in cui si manifestano i problemi della violenza e dei maltrattamenti.
I dati Istat ci dicono che il 96% delle violenze subite non sono state denunciate dalle donne e solo il 46% si è rivolto ai centri anti-violenza per denunciare il maltrattamento. Inoltre il 63,9% delle vittime che hanno subito violenze sono separate e/o divorziate, donne nella maggioranza dei casi con livello culturale, economico e sociale mediamente elevato, di età compresa tra i 25 e i 44 anni e vivono al nord e nel centro Italia. Un altro dato sconcertante, tutto lombardo, mette in evidenza come la percentuale maggiore delle donne che subiscono violenza appartenga alla fascia di età che va dai 28 ai 47 anni, di nazionalità italiana e coniugata. Stessi dati arrivano dai centri di violenza: il 75% dei maltrattamenti avviene tra le mura domestiche dal marito o dal convivente. Questa forma di violenza porta con se un grosso problema di definizione del fenomeno, nella prassi infatti soprattutto i presenza di minore i maltrattamenti vengono ricollocati nella categoria del conflitto tra coniugi e non in quella della violenza. È assordante, però, il silenzio delle vittime solo il 7,3% delle donne denuncia la violenza in famiglia, per questo è importante che le istituzioni diano sostegno e protezione a queste donne.


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